sabato 24 gennaio 2015

Il gabbiano Jonathan Livingston, Richard Bach


Jonathan non è solo un gabbiano; è un'idea di vita, un modo di pensare, un'attitudine speciale ad affrontare situazioni inaspettate, è il bisogno di sentirsi liberi di scegliere.
Questo breve capolavoro degli anni settanta è stata una delle mie prime letture: io adoro i gabbiani e non ho mai fatto mistero di desiderare, con tutta me stessa, di volare via da schemi e preconcetti, di vivere libera di curiosare per il mondo.
Il testo in realtà è una favola: Jonathan è uno dei giovani componenti dello stormo Buonappetito, il più avventuriero e perfezionista del gruppo, il più coraggioso; per lui non esiste il concetto misero di sopravvivenza, cioè quello di volare allo scopo solo di procacciarsi il cibo, per lui il volo è un'arte. Jonathan viene allontanato dal suo stormo e dai suoi genitori a causa di queste riflessioni anticonformiste, e della sua scelta di perfezionarsi secondo livelli man mano superiori: si lancia così in acrobazie spettacolari, senza timore e senza imposizioni, fino a che, facendo ingresso in dimensioni ultraterrene, si rende conto che la perfezione consiste nello spostarsi nello spazio e nel tempo anche solo con il pensiero, che volare è il mezzo attraverso cui i gabbiani esprimono la propria libertà, in un viaggio che li conduce a comprendere il segreto dell'amore.


"Il piccolo e anticonformista gabbiano Jonathan riesce ad intravedere una nuova via da poter seguire, una via che lo allontana dalla banalità e dal vuoto del suo precedente stile di vita, e comprende che oltre che del cibo un gabbiano vive della luce e del calore del sole, vive del soffio del vento, delle onde spumeggianti del mare e della freschezza dell'aria."
- Richard Bach -

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